4.250 miliardi di euro: cosa dicono 19 anni di appalti pubblici in Italia

Analisi Gare24 sull'intero archivio ANAC, dal 2007 al primo semestre 2026

di Redazione Gare24

Dal 2007 a oggi le pubbliche amministrazioni italiane hanno messo a gara quasi 20 milioni di lotti, per un valore complessivo di circa 4.250 miliardi di euro: più di due volte il PIL italiano di un anno. Abbiamo analizzato l'intero archivio dei dati ANAC — ogni CIG pubblicato dal 2007 al primo semestre 2026 — per capire come è cambiata la spesa pubblica italiana in quasi vent'anni. Il risultato è la fotografia di un sistema che ha più che raddoppiato il proprio valore in dieci anni, che il PNRR ha attraversato come un'onda e che la digitalizzazione del 2024 ha reso, per la prima volta, davvero visibile.

I numeri chiave

  • 4.250 miliardi di euro il valore a base d'asta dei lotti pubblicati dal 2007 al giugno 2026;
  • 476 miliardi nel solo 2024, l'anno record: più del doppio del 2019 (218 miliardi);
  • 175,8 miliardi il valore delle gare legate al PNRR dal 2021 a oggi, con il picco di 70,1 miliardi nel 2023;
  • nel 2024, per la prima volta, gli affidamenti diretti hanno superato le procedure aperte per valore: 190 miliardi contro 171;
  • il ribasso medio di aggiudicazione è crollato al 14,3% nel 2023 (minimo storico, tra caro materiali e corsa PNRR) per poi risalire al 21,2% nel 2025;
  • per conoscere l'esito di una procedura aperta si aspettano in media quasi 5 mesi dalla scadenza delle offerte; nel 2008 erano poco più di 2;
  • quasi 1 procedura aperta su 3, nel 2025, ha ricevuto una sola offerta.

La spesa è più che raddoppiata in dieci anni

Il valore delle gare pubblicate è cresciuto quasi ininterrottamente: dai 78 miliardi del 2007 ai 476 del 2024, con il 2025 poco sotto (460 miliardi) e un primo semestre 2026 da 240 miliardi, in linea con i massimi.

Valore degli appalti pubblici in Italia, 2007-2025
Elaborazione Gare24 su dati ANAC — gare24.it

Tre fasi si leggono chiaramente nel grafico. La lunga stagnazione post-crisi (2012-2016), con la spesa ferma intorno ai 120-150 miliardi mentre il Paese faceva i conti con l'austerità. Il cambio di passo del 2017, quando la spesa supera per la prima volta i 200 miliardi. E infine l'accelerazione 2021-2024: Covid, caro energia e soprattutto PNRR spingono il valore a quota 476 miliardi, +118% rispetto al 2019.

2024: l'anno in cui gli appalti sono diventati visibili

C'è un dato che a prima vista sembra un errore: i lotti tracciati passano dai 660 mila del 2023 a 4,7 milioni nel 2024. Non è un boom di spesa — è un cambio di regole. Dal 1° gennaio 2024, con la piena digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti prevista dal nuovo Codice (D.Lgs. 36/2023), ogni affidamento — anche il più piccolo acquisto diretto di un comune — passa dalle piattaforme certificate e riceve un CIG tracciato.

Lotti tracciati per anno: l'effetto della digitalizzazione
Elaborazione Gare24 su dati ANAC — gare24.it

È una delle notizie migliori di questi 19 anni: milioni di micro-affidamenti che prima sfuggivano a qualsiasi statistica oggi sono pubblici e consultabili. Per chi analizza la spesa pubblica — e per le imprese che cercano opportunità — il 2024 è l'anno zero della trasparenza totale.

L'onda PNRR: 176 miliardi in cinque anni

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si vede nei dati come un'onda perfetta: quasi nulla fino al 2021 (3,6 miliardi), la salita ripida del 2022 (39,3), il picco del 2023 con 70,1 miliardi — quasi un euro su cinque messi a gara quell'anno — e poi la discesa: 33,5 miliardi nel 2024, 20,1 nel 2025, 9,2 nel primo semestre 2026.

L'onda PNRR: valore delle gare legate al Piano
Elaborazione Gare24 su dati ANAC — gare24.it

La fase di gara del PNRR è ormai alle spalle: con la scadenza del Piano, il grosso delle risorse è già stato messo a bando e siamo entrati nella stagione dell'esecuzione. Per le imprese, l'attenzione si sposta ora su subappalti, varianti e sulla spesa ordinaria che dovrà colmare il vuoto lasciato dal Piano.

Il sorpasso: gli affidamenti diretti superano le gare aperte

Se si guarda al valore mosso da ciascuna procedura, per 17 anni la gerarchia non è mai cambiata: la procedura aperta — la gara vera e propria, aperta a tutti — è sempre stata il canale principale della spesa pubblica. Nel 2024 il sorpasso: gli affidamenti diretti muovono 190 miliardi di euro contro i 171 delle procedure aperte. Nel 2025 le due curve tornano ad appaiarsi (150 miliardi ciascuna).

Gare aperte vs affidamenti diretti: chi muove più valore
Elaborazione Gare24 su dati ANAC — gare24.it

Il dato riflette le soglie più generose introdotte dal nuovo Codice e la spinta alla semplificazione post-PNRR, ma segna anche un cambio culturale: l'affidamento diretto non è più lo strumento residuale dei piccoli acquisti. Per le imprese il messaggio è chiaro: presidiare solo i grandi bandi non basta più; una quota crescente del mercato si gioca sulla visibilità presso le stazioni appaltanti e sulla rapidità di risposta.

Ribassi: il minimo storico del 2023

Quanto "sconto" fanno le imprese per aggiudicarsi un appalto? Nel decennio 2009-2018 il ribasso medio è rimasto stabilmente sopra il 19%, con il picco del 22,3% nel 2015-2016 — gli anni della fame di commesse post-crisi. Poi la discesa, fino al minimo storico del 14,3% nel 2023: caro materiali, inflazione e l'abbondanza di gare PNRR hanno ridotto la pressione competitiva. Nel 2024-2025 la risalita sopra il 20%.

Il ribasso medio di aggiudicazione, 2007-2025
Elaborazione Gare24 su dati ANAC — gare24.it

Il ribasso è un termometro del mercato: quando scende, significa che le imprese hanno l'agenda piena e possono permettersi di non tirare il prezzo. La risalita del 2024-2025 suggerisce che, esaurita l'onda PNRR, la competizione sui prezzi sta tornando.

Cinque mesi per un esito (e una gara su tre con un'offerta sola)

Due indicatori raccontano la salute del sistema meglio di tanti convegni. Il primo: i tempi. Nel 2008 tra la scadenza delle offerte e l'aggiudicazione definitiva di una procedura aperta passavano in media 65 giorni; nel 2025 siamo a 148, con il picco di 178 nel 2024. Quasi cinque mesi di attesa, che per una PMI significano mesi di incertezza su personale e investimenti.

Quanto si aspetta l'esito di una procedura aperta
Elaborazione Gare24 su dati ANAC — gare24.it

Il secondo: la partecipazione. Nel 2025, quasi una procedura aperta su tre (30,3%) si è chiusa con una sola offerta presentata. È il segnale di un mercato che fatica ad attrarre concorrenza — per complessità documentale, requisiti stringenti o semplicemente perché le imprese non vengono a conoscenza dei bandi in tempo.

La geografia della spesa: il primato del Lazio

Nel 2025 il Lazio guida la classifica con 90,8 miliardi di euro di gare pubblicate — un primato gonfiato dalla presenza a Roma delle grandi centrali di committenza nazionali e dei ministeri, i cui acquisti valgono per tutto il Paese. Segue la Lombardia con 70 miliardi, poi il gruppo delle grandi regioni tra i 26 e i 34 miliardi: Sicilia, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Campania.

Dove si concentra la spesa: top 10 regioni nel 2025
Elaborazione Gare24 su dati ANAC — gare24.it

Quanto al cosa si compra: nel 2025 le forniture valgono 220 miliardi, i servizi 168, i lavori 71. La sanità è il grande motore delle forniture — farmaci, dispositivi, apparecchiature — mentre i lavori, pur essendo la voce più piccola in valore, restano quella con il maggior numero di imprese coinvolte sul territorio.

Cosa significa per chi partecipa alle gare

Da 19 anni di dati, tre indicazioni pratiche per le imprese:

  1. Il mercato non è mai stato così grande — né così frammentato. Con 4,7 milioni di lotti l'anno, le opportunità ci sono per aziende di ogni dimensione, ma trovarle richiede strumenti di monitoraggio sistematici: il bando giusto oggi può essere un affidamento da 30 mila euro pubblicato dal comune a 20 km da voi.
  2. L'affidamento diretto è il nuovo terreno di gioco. Metà del valore ormai passa da procedure senza gara aperta: farsi conoscere dalle stazioni appaltanti del proprio territorio vale quanto saper scrivere un'offerta.
  3. La concorrenza è più bassa di quanto si pensi. Una gara aperta su tre riceve una sola offerta: chi partecipa con costanza, anche fuori dal proprio raggio abituale, gioca spesso quasi da solo.

Nota metodologica

Analisi condotta da Gare24 sull'archivio dei contratti pubblici ANAC (open data), periodo 1° gennaio 2007 – 30 giugno 2026: 19,7 milioni di lotti con CIG. I valori economici si riferiscono all'importo a base d'asta dei lotti alla pubblicazione; per evitare distorsioni da errori di inserimento sono stati esclusi dai totali i lotti privi di valore o con valore superiore a 1 miliardo di euro (meno dello 0,3% del totale). Il numero di lotti tracciati risente dei cambiamenti normativi sugli obblighi di comunicazione, in particolare della digitalizzazione integrale in vigore dal 1° gennaio 2024. I ribassi medi sono calcolati sulle aggiudicazioni con ribasso dichiarato compreso tra 0 e 100%; i tempi di aggiudicazione sulle procedure aperte con date coerenti (0-730 giorni tra scadenza offerte e aggiudicazione definitiva). Il dato sulle offerte per gara è riferito ai soli anni con tracciamento completo dei partecipanti (2024-2026).