Affidamento diretto: cos'è e quando si usa
L'affidamento diretto è la procedura più semplice e rapida con cui una pubblica amministrazione può assegnare un contratto. Per un'impresa, capire come funziona e quando si applica può aprire opportunità di lavoro senza dover partecipare a una gara competitiva.
Cos'è l'affidamento diretto
L'affidamento diretto è una procedura di acquisizione in cui la stazione appaltante sceglie direttamente un operatore economico, senza pubblicare un bando di gara aperto alla concorrenza. Non c'è confronto competitivo formale: la PA decide chi contattare e negozia direttamente con lui.
È disciplinato dall'art. 50 del D.Lgs. 36/2023 (il Codice dei Contratti Pubblici entrato in vigore nel 2023) e rappresenta la fascia più bassa delle procedure di acquisto.
Soglie 2025: fino a quanto si può fare affidamento diretto
Il D.Lgs. 36/2023 ha rivisto le soglie rispetto al vecchio Codice. I valori attualmente in vigore sono:
- Beni e servizi: affidamento diretto fino a 140.000 €
- Lavori: affidamento diretto fino a 150.000 €
- Sotto 5.000 €: affidamento diretto senza particolari formalità, anche senza preventivo scritto
Sopra queste soglie scatta l'obbligo di procedura negoziata (invito a più operatori) o, sopra le soglie comunitarie, di procedura aperta.
Gli obblighi della stazione appaltante
Anche nell'affidamento diretto la PA non è completamente libera di scegliere chi vuole. Deve rispettare:
- Principio di rotazione: non può affidare ripetutamente allo stesso operatore senza motivazione. Chi ha già eseguito il contratto precedente va tendenzialmente escluso dall'affidamento successivo.
- Motivazione della scelta: la PA deve documentare perché ha scelto quell'operatore (competenza specifica, prezzo, disponibilità).
- Acquisizione di preventivi: per importi superiori a 5.000 € deve acquisire almeno un preventivo. Per lavori sopra 50.000 € deve consultare almeno 5 operatori economici (anche se poi può affidare direttamente).
- Verifica dei requisiti: anche nell'affidamento diretto l'operatore deve essere in regola con DURC, obblighi fiscali e assenza di cause di esclusione.
Come un'impresa può ricevere affidamenti diretti
Dato che non c'è un bando pubblico, il modo principale per ricevere affidamenti diretti è essere già conosciuti dalle PA nel proprio territorio e settore. Alcuni strumenti concreti:
- Albi e liste di operatori: molte PA tengono elenchi di fornitori qualificati da cui attingono per gli affidamenti diretti. Iscriversi agli albi degli enti locali del tuo territorio è il primo passo.
- MEPA: la trattativa diretta sul MEPA è di fatto un affidamento diretto digitale. Essere presenti sul MEPA con un catalogo aggiornato aumenta le probabilità di essere contattati.
- Albo fornitori Consip: per gli enti che usano Consip, essere negli elenchi convenzionati facilita gli affidamenti.
Differenza tra affidamento diretto e procedura negoziata
La differenza principale è la presenza o assenza di un confronto competitivo:
- Affidamento diretto: la PA sceglie un solo operatore e negozia con lui. Nessuna gara.
- Procedura negoziata: la PA invita più operatori (minimo 5 per lavori tra 150.000 € e 1.000.000 €; minimo 3 per servizi e forniture tra le soglie di affidamento diretto e quelle comunitarie) a presentare offerta. Vince chi offre di meglio.
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Qual è la soglia per l'affidamento diretto nel 2025?
La stazione appaltante può scegliere chi vuole con l'affidamento diretto?
Qual è la differenza tra affidamento diretto e procedura negoziata?
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